Parliamo un po' di noi...

Yards of Yarn è al contempo un sogno e una speranza: vuole essere il punto d'incontro di energie creative e artistiche per chi vuole iniziare un percorso nel mondo della maglia o lo sta già seguendo e desidera nuovi stimoli. Insomma è il famoso sporco lavoro che qualcuno deve comunque pur fare. Con Yards of Yarn vogliamo condividere quello che abbiamo imparato o riscoperto grazie a workshop o siti stranieri con tutta la community di sferruzzatrici che, per motivi geografici o di lingua, non possono accedere alle medesime risorse. Il nostro scopo è diffondere e rinnovare questa forma di creazione artistica e artigianale che purtroppo in Italia si sta perdendo.
Insomma, Yards of Yarn è un po' "Lo Zen e l'arte di lavorare a maglia" e "Il Tao dello Sferruzzo" ante litteram!

I nostri autori

  • Micicuta

    Quando si ha alle spalle una laurea in lingue orientali e una passione per la cultura nipponica, a volte si perde un po’ il senso del “normale" (dovevate vedermi all’università… e soprattuto dovevate vedere gli altri che la frequentavano!).

    Pur non avendo mai smesso di sferruzzare, il mondo della maglia non ha mai costituito una di quelle passioni che creano dipendenza. Negli ultimi anni ho però preso a sferruzzare con sempre maggior impegno, comprando libri, approfondendo tecniche, imparando a comprendere la lana. Poi un giorno ho capito che c’era qualcosa che non andava quando Dido tirando fuori le scarpe belle (quelle che mette solo per impegni di lavoro o per matrimoni) ci ha trovato dentro dei fili di lana colorata…

    Insomma presento tutte le caratteristiche da sferruzzatrice compulsiva: ho mille mila lavori avviati insieme, anche perché non appena ne finisco uno ne avvio altri due, ho una riserva inesauribile di lana ma continuerei a comprarne, voglio una pecora da tenere in giardino e, perché no, anche un lama!

  • Lotusim
    Lavoro a maglia sin da piccola, quando torturavo mia nonna chiedendole continuamente di insegnarmi e mi ostinavo a proseguire la mia eterna sciarpa rosa a punto legaccio punteggiata di buchetti qua e là che non erano esattamente una voluta espressione artistica. Sferruzzo in modo compulsivo dall'autunno del 2008 e da quando ho ripreso in mano i ferri ho sospeso solo per alcuni brevissimi periodi durante i quali qualcos'altro, poche cose a dire il vero, ha attirato con maggior violenza la mia attenzione, ma più o meno velocemente sono sempre ritornata. Rimango dipendente da questa droga pesante per molti motivi, il primo in assoluto è l'eterna soddisfazione di creare qualcosa per sé e per gli altri, la ricerca di nuovi progetti sempre più particolari e la sfida con sé stesse per realizzarli, la cultura in materia di lana che cresce con il tempo e non si limita più solo alla scelta del colore e conoscere altre pazze che come me pensano che sia molto più di un semplice passatempo.