Dato che sono entrata nel tunnel delle trecce e non ne sono mai sazia, sto pianificando di avviare il Beatnik in compagnia.

In realtà è un po’ che io e Ciami parliamo di farlo, ma abbiamo aspettato di vedere la lista definitiva dei 12 nel 2012, dato che faceva parte dei modelli tra cui scegliere.
Alla fine non è entrato nella rosa dei 12, ma tranquille ci sono altri modelli da leccarsi i baffi, e stavamo pensando di avviarlo prossimamente.

Beatinik è un modello di Nora Gaughan uscito sul numero di Knitty del 2010 e quindi scaricabile gratuitamente.
Norah è sicuramente tra le più importanti designer nel mondo della maglia, fa questo lavoro da tantissimi anni per la Berroco (e solo a pensare alle loro lane mi è aumentata la salivazione) e ha all’attivo una quantità di modelli elevatissima.

Primo piano con dettaglio trecce e collo

Beatnik by Norah Gaughan

Lo stile di Norah è inconfondibile, ricco, chic, trendy senza però passare di moda col passare degli anni e quindi anche classico ed elegante.

In particolare questo modello è ispirato agli anni 60, periodo incredibilmente attivo per arte, cultura e movimenti, sia nel bene che nel male, durante il quale mi sarebbe piaciuto vivere ma ovviamente solo in California. ;)

Dato che ho questo leggero problema di accumulazione di gomitoli, un po’ come Zio Paperone e le monetine, ehm, vorrei poter usare un filato dal mio stash.
L’unico che al momento ho identificato (ma magari mi sono dimenticata di qualche altro pacco di gomitoli nascosto da qualche parte….) è la Ethical Twist, in quanto il modello richiede un minimo di 1200 m di filato. E per quanti gomitoli io abbia, non è che di tutti ho delle quantità così elelvate, ma si sa che le trecce si “mangiano” parecchio filato.

Strano ma vero è lavorato in pezzi e poi assemblato e, nonostante io sia un gran fan dei lavori senza cuciture, devo dire che non mi dispiace l’idea.
In questo modo il lavoro rimane più trasportabile, lo si può mettere in un sacchettino e infilarlo nella borsa prima di uscire di casa senza dover avere per forza un trolley. ;)
Inoltre, dato che l’intrico di trecce è veramente complesso, il fatto di lavorare il davanti e il dietro separatamente rende secondo me il tutto più affrontabile senza scoraggiarsi.

Ho letto le annotazioni di chi lo ha già realizzato su Ravelry e credo che seguirò il consiglio di molte: evidenziare con colori diversi i simboli delle varie trecce sulle charts.

Ovviamente anche in questo caso sono d’obbligo le trecce senza ferretto!