Oggi vi prensento un gioiellino: il Moch Cardi di Gudrun Johnston.
Ho lavorato a questo cardigan a luglio, con un caldo allucinante.
Praticamente era come tenersi una copertina sulle gambe, ma sapete com’è, quando ci si impunta e si vuole fare qualcosa a tutti i costi… ^_^’

Nonostante il sudore profuso, in senso letterale non vi preoccupate ;) , sul Moch Cardi, non mi ero mai decisa a passare alle rifiniture finali. Fino a questo fine settimana.
Essendo stati invitati a un battesimo, ho colto la palla al balzo: sabato ho passato in rassegna lo stock della merceria sotto casa in cerca dei bottoni adatti e ho chiuso i punti sotto le maniche con il Kitchner stitch. E così ho potuto finalmente sfoggiare i motivi tipici delle Shetland che caratterizzano il cardigan di Gudrun in piena Lomellina! :)

Si tratta del primo capo che ho realizzato con la tecnica del bottom-up, che prevede di iniziare a lavorare dal bordo inferiore per poi salire verso il collo, esattamente il contrario della tecnica top-down.
Sebbene all’inizio fossi piuttosto scettica sulla tecnica bottom-up, il cardigan mi piaceva talmente tanto che mi sono decisa a provare. E devo ammettere che mi sono ricreduta. Lavorare dal bordo inferiore non presenta alcuna difficoltà in più rispetto al top-down e consente di ottenere comunque un capo senza cuciture.

La costruzione del Moch Cardi può essere suddivisa in tre sezioni principali. La prima sezione prevede che si lavori il corpo in tondo, fino all’attaccatura delle ascelle. Da questo punto in poi la lavorazione procede per settori.
Per prima cosa si lavora la parte frontale destra e si procede poi con i punti della relativa manica (le maniche vengono realiizate a parte). Si passa quindi alla parte della schiena e quindi alla lavorazione della manica sinistra, per concludere con il completamento del settore frontale sinistro.
L’ultima sezione consiste nello sprone, lavorato in tondo lungo la circonferenza delle spalle.

In generale, le istruzioni del cardigan sono molto chiare. Gudrun è solita inserire tantissime informazioni utili e suggerimenti per le tecniche da utilizzare e questo schema non fa eccezione. In questo caso, la designer ha anche creato una comodissima tabella di riferimento per sapere quanti punti avviare, quanti giri lavorare, il numero di diminuzioni e via di seguito. Questo stratagemma evita di dover riportare, a ogni passaggio della spiegazione testuale, le varianti alla lavorazione per le diverse taglie. E, di conseguenza, rende molto più facile seguire le istruzioni e limita sensibilmente il rischio di errori di lettura.

Se non conoscete ancora i lavori di Gudrun, vi consiglio di dare un’occhiata al suo sito: The Shetland Trader.
Gudrun è originaria delle Isole Shetland, e anche se vive negli Stati Uniti da parecchi anni, le influenze delle tradizioni di queste isole a nord della Gran Bretagna sono visibili nei suoi lavori. In più al momento Gudrun offre uno sconto del 20% sui suoi schemi fino al 17 ottobre, potrebbe essere l’occasione giusta per provare uno dei suoi modelli.

Io ho già in programma di realizzare altri suoi lavori. Li trovo sempre molto femminili, con una particolare attenzione ai dettagli, ma portabili anche da chi come me non ama i capi troppo froufrou. ;)

Per realizzarlo ho scelto una lana della Madil che non avevo mai provato, la Absolute, un misto lana/cachemire fantastico: morbida, delicata e con un’ottima definizione del punto.
L’ho acquistata durante uno dei miei tour razzia allo spaccio della Grignasco. In realtà ero stata attirata da un color ottanio, ma non ho potuto dire di no a questo verde, che era ulteriormente scontato in quanto uscito di produzione. :)

Sono pienamente soddisfatta del risultato finale e sono sicura che sfrutterò al massimo questo cardigan nei prossimi mesi.

Design originale

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Schema originale