Ecco un altro cardigan fantastico nella sua semplicità. Il Garter Yoke Cardigan è un altro progetto che ha ricosso un notevole successo su Ravelry. È un progetto molto semplice e veloce, grazie anche a uno schema chiaro, scritto bene e facile da seguire. Un modello ottimo, quindi, per provare a tuffarsi nel mondo del top-down e dei maglioni, se ancora non lo avete fatto.
Lo sprone è realizzato a punto legaccio, lavorando quindi a diritto tutti i ferri, con l’aggiunta dei ferri accorciati sulle spalle.

Anche questo è un progetto che mi ha dato un’enorme soddisfazione. In 8 giorni l’ho iniziato e terminato. È la prima volta che mi concentro esclusivamente su un singolo progetto… di solito ne lavoro molti in parallelo, ma questa volta ho dato la priorità a questo cardigan, in parte attratta dalla sua semplicità, in parte anche per la lana impiegata, che è fantastica… Insomma, lo ammetto: mi sono innamorata… di nuovo! :)
Lavorare il Garter Yoke mi ha anche fatto ricredere sul punto legaccio, che ho sempre impiegato unicamente per i bordi e del quale non sono mai stata una grande fan. Beh, il punto legaccio è ora il mio nuovo punto preferito. :)

Se cercate ispirazione date un’occhiata alle varie versioni realizzate su Ravelry. Mi piace tantissimo quelle che utilizzano una lana autorigante (la Noro Kureyon è quella che va per la maggiore) per la parte delle sprone, per poi proseguire a tinta unita per il corpo.

I dettagli della mia versione sono: la mia tensione era leggermente inferiore a quella richiesta, più sui 19 che sui 18 punti richiesti su 10cm, ma non mi sono preoccupata troppo, mi era stato detto che le dimensioni erano un po’ abbondanti, e quindi la mia tensione avrebbe compensato.
Dopodiche ho fatto un aumento in meno nel raglan, ma ho eseguito esattamente il numero di diminuzioni e aumenti per il corpo e ho ottenuto la taglia perfetta. La vestibilità risultava all’inizio piuttosto aderente, ma la lana con il lavaggio e l’uso tende a lasciarsi andare un po’.
Per le maniche, dopo aver raccolto i punti in sospeso ho lavorato per circa 6 cm e ho fatto 3 giri di diminuzioni intervallati da 5 giri lavorati normali. dopodiche ho continuato a lavorare fino alla lunghezza desiderata e ho fatto 8 giri a legaccio invece dei 4 indicati dallo schema.
Infine per chiudere le maniche ho usato il punto maglia.
Inoltre non ho realizzato l’asola come indicato dallo schema, ma secondo il metodo che uso di solito io: l’asola su ferro singolo, che abbiamo da poco illustrato in un tutorial.
Appunto per la prossima volta: posizionare meglio l’asola sulla banda. Come si vede dalle foto, si nota un po’ tanto il punto in cui inizia l’asola….

Le istruzioni sono chiare e semplici da seguire, ho lottato un pochino con il wrap&turn, o ferri accorciati, solo perchè sulla maglia legaccio non vedevo bene il wrap da raccogliere. Dev’essere l’età….. ;)

Sono decisamente soddisfatta del risultato, è un cardigan che ho già indossato tantissimo e che verrà con me anche in Scozia, dove le temperature sono decisamente molto più basse dei nostri 20°…. :)

Penso già che ne realizzerò altre versioni per il prossimo inverno, magari in un colore più vivo e anche a righe.
Lo trovo un modello decisamente versatile che si presta a varie interpretazioni, più o meno sportive.

Design originale

  • Melissa LaBarre

Schema originale